"Mondo"

Dopo il numero zero dedicato a bíos, il numero uno di Fata Morgana si sviluppa a partire dalla lettura problematica del tema “mondo”, tema che nel numero č stato affrontato secondo una duplice prospettiva: quella che fa del mondo una totalitā (logica/epistemologica), qualcosa che non consiste solamente nell'insieme di “cose” e relazioni che ci circondano, ma, appunto nel tutto; e quella che sottrae il mondo alla totalitā e lo apre alla molteplicitā, evidenziando che sono tanti i mondi sensibili, abitabili, o solo percepibili. Questo duplice movimento, verso l'esterno e verso l'interno, sintetizza anche il doppio movimento del cinema, movimento dello sguardo che tenta di creare o rivelare mondi/luoghi/territori. Il numero si apre con una conversazione con il filosofo Jean-Luc Nancy, incentrata sull'apertura del mondo e sull'immagine ad esso legata. Nella sezione “Focus” i saggi spaziano attraverso le varie declinazioni della doppia prospettiva messa in evidenza, sia attraverso le forme in cui il mondo si dā sotto forma di immagine, ripensando quindi le categorie dell'estetica contemporanea (De Gaetano, Somaini), sia attraverso i tentativi di rendere il mondo sotto forma di segno, molteplice e disperso (Bruno, Gagliano, Canadč) o, ancora di fare dell'opera stessa, singola e limitata, un'immagine (problematica) del mondo, scontrandosi necessariamente con l'altrettanto problematica definizione di “reale” (Dottorini, Roberti, Donā). Nella sezione “Rifrazioni”, singole immagini e film esemplari vengono riattraversati alla luce di tale problematica, alla ricerca di nuove possibilitā di analisi, dal Godard di Due o tre cose che so di lei a Elephant di Van Sant (Tedesco, Härle), dal cinema-mondo di Herzog (Cervini), Egoyan (Costantino) e Wenders (Russo), fino al mondo poetico di Benigni e alla musica come immagine del mondo (Curia).

 

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